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John Palcewski's Journal

Works In Progress

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Sophia Loren e Maria Di Costanzo
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Nel 2003 questa notizia venne diffusa in tutto il mondo:

Una donna americana ha sollevato un polverone in Europa, sostenendo di essere la figlia illegittima di Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Nel corso degli anni Sophia si è rifiutata di confermare o smentire tale affermazione, perché le prove sono state — almeno finora — in gran parte indiziarie. Ad aggiungersi al comprensibile scetticismo della stella del cinema è stato il fatto che, malgrado le numerose richieste dei media, Maria si sia ripetutamente rifiutata di rivelare il cognome della sua famiglia adottiva. Perché? Perché temeva che decine di giornalisti avrebbero inesorabilmente perseguitato la sua famiglia, provocando enormi tensioni.

Ora è emerso un resoconto più completo e credibile.

Finalmente Maria mi ha autorizzato a rivelare il cognome della sua famiglia: Di Costanzo.





Suo padre adottivo, Ernesto, era uno dei figli di Pasquale Di Costanzo, un commerciante dell’Isola d’Ischia dal successo straordinario che nel 1948 dedicò il suo tempo e le sue grandi ricchezze al restauro del Teatro San Carlo di Napoli. Ricoprì la carica di sovrintendente dal 1944, subito dopo l’occupazione alleata, fino al 1972. Ad assistere Pasquale durante tutto quel periodo è stato suo fratello Salvatore “Sasà” Di Costanzo.

Da giovane Pasquale aveva frequentato l’università a Milano, dove incontrò uno studente di diritto, Carlo Ponti, che rimase amico di famiglia dei Di Costanzo per tutta la vita.

Molti anni dopo Ponti organizzò un simpatico omaggio all’ottimo lavoro di Pasquale sul Teatro San Carlo. Convinse Federico Fellini a includere il nome di Di Costanzo nel suo film, La Strada. Il riferimento alla famiglia è presente in una scena in cui Zampono chiede a Gelsomina il suo nome. Lei risponde: “Di Costanzo, Gelsomina”.











Nel gennaio del 1964 la moglie di Ernesto, Felicia, partorì un figlio nato morto. All’incirca in quello stesso periodo, il 14 del mese, Sophia diede alla luce Maria. Maria, nel presente, riferisce di una conversazione (da lei udita per caso) tra il padre adottivo Ernesto e sua sorella Anna, in cui Ernesto sostiene che Carlo [Ponti] cercò di convincere Sophia a tenere il bambino, insistendo che l’avrebbe cresciuto come suo proprio, pur sapendo che il vero padre era Marcello Mastroianni. Sophia rifiutò, dicendo che sua figlia appena nata “sarebbe diventata la concorrenza”.

La neonata Maria venne poi affidata a Ernesto e Felice, che tornarono alla loro casa sull’Isola d’Ischia e la dichiararono figlia propria.

Quando Maria aveva dieci o undici anni, in un ospedale di Napoli Ernesto venne avvicinato dall’amica di un’infermiera, la quale pretese una somma di denaro per mantenere segreta l’adozione. Ernesto pagò, ma poi quella donna si fece di nuovo avanti con altri ricatti, pertanto Ernesto trasferì tutta la famiglia in America.






Come ha fatto Maria a scoprire di essere stata adottata?

Durante i preparativi per un piccolo intervento chirurgico, il suo medico le disse che sarebbe stata una buona idea avere a disposizione una scorta di sangue. Maria telefonò a suo padre Ernesto, chiedendogli di fornirla. A lui cadde il telefono a terra, poi lo raccolse e le disse, con voce tremante: “Non posso darti il mio sangue. Non chiedermi perché”. A quel punto Maria gli disse di passarle la mamma. “Neanche lei può darti il suo sangue”.

Qualche tempo dopo, nel corso di una riunione di famiglia particolarmente burrascosa, Ernesto le disse di essere stata adottata. Maria gli chiese chi fosse sua madre. “Sophia Loren”, le rispose. “Era troppo occupata a fare film per prendersi cura di un bambino”.

Maria volle saperne di più.

“Noi ti abbiamo cresciuto”, le disse Ernesto. “Ed è tutto quel che c’è da sapere”.


Altre informazioni su Ernesto Di Costanzo

Pasquale Di Costanzo era noto per essere un ‘aggiustatutto’ di prim’ordine al Teatro San Carlo, e tale vocazione, secondo Maria, venne tramandata al figlio, che ha sempre cercato di risolvere le cose. Soprattutto quando la tragedia si abbatté sulla famiglia. Uno dei fratelli minori di Ernesto stava guidando il suo motorino a Campagnano sulla strada che va da Buonopane a Ischia Ponte, e che passa attraverso una delle arcate dei Pilastri, replica di un acquedotto romano costruita nel XVII secolo. Quando cercò di sorpassare un autobus rimase schiacciato contro il muro dell’arco. Sua madre era sconvolta.

E poi, non più di sei mesi più tardi, un altro fratello, che si era recato in Argentina a lavorare per una compagnia petrolifera, morì nel suo appartamento per un’esplosione causata da una fuga di gas. Ernesto, temendo che questo secondo colpo avrebbe letteralmente ucciso sua madre ancora in lutto, non le disse nulla della morte del figlio.

Sua madre ormai era quasi del tutto cieca per la cataratta, e le piaceva stare seduta in salotto mentre Ernesto, ora uomo di casa, leggeva ad alta voce le lettere che suo fratello inviava di frequente e regolarmente. Nei giorni successivi continuò a chiedere a Ernesto se fosse arrivata qualche lettera del figlio lontano, ed Ernesto le aveva tristemente risposto “No, mamma, non oggi, magari domani”.

Ernesto non poteva sopportare la tristezza e il dolore della madre, e sapeva che non le avrebbe mai dato la brutta notizia, così un giorno decise di scrivere una lettera che il fratello avrebbe potuto scriverle se fosse stato ancora vivo. Una lettera inventata in cui raccontava di come le cose andavano bene in Argentina, e così via. Per diversi mesi Ernesto continuò a scrivere e leggere ad alta voce una serie di lettere di fantasia, fino alla morte di sua madre. Lei non seppe mai della morte del secondo figlio, grazie all’intervento in buona fede di Ernesto.


Sophia e Marcello

Nel 1963 a Napoli, durante la lavorazione del film Ieri, oggi e domani, Sophia Loren e Marcello Mastroianni furono amanti. Nella biografia autorizzata di Sophia pubblicata nel 2001, lei riconosce apertamente di essere rimasta incinta “per davvero” durante le riprese della storia di una donna incinta, ma di aver successivamente perduto il bambino al quarto mese di gravidanza. (“Sophia”, Stefano Masi, pag. 99)




Supponendo che non vi sia stato nessun aborto spontaneo come lei ha affermato, Sophia non avrebbe potuto interrompere la gravidanza con un aborto, quindi l’unica soluzione, per lei e suo marito Carlo Ponti, era quella di dare il bambino in adozione.

Sophia era lei stessa figlia illegittima, cresciuta con la sorella Maria nei quartieri poveri di Napoli. Quando Sophia iniziò a condurre una vita agiata grazie alla sua carriera di star del cinema, contattò suo padre biologico, Riccardo Scicolone, e gli diede una grossa somma di denaro per riconoscere formalmente anche Maria, l’altra sua figlia. Sophia insistette su questo perché non sopportava che sua sorella venisse insultata dai compagni di scuola per essere una figlia illegittima.

Anche se è tradizione in Italia dare a un figlio il nome di un genitore, di un nonno o di un altro parente stretto, non figurano Marie tra i Di Costanzo dell’Isola d’Ischia. E Maria, dai capelli biondo-miele e dalla carnagione chiara, non assomiglia a nessuno di questa famiglia in cui tutti hanno capelli e carnagione scuri.





Un messaggio di Sophia rivolto a una figlia da tempo perduta?

Il centesimo film di Sophia, Between Strangers, realizzato nel 2002, è stato scritto da lei insieme al figlio, Edoardo Ponti, che ne è anche il regista. Nel film interpreta il ruolo di una donna con un oscuro segreto: l’aver dato in adozione una figlia molto tempo addietro, e la conseguente lotta con i propri sensi di colpa, con la vergogna e il rimorso.

http://www.mrqe.com/movie_reviews/between-strangers-m100015027


Trascrizione di alcune scene tratte da Between Strangers:

Sophia nel ruolo di Olivia accartoccia un disegno a carboncino fatto da lei, lo getta via, uno sguardo di angoscia sul suo volto. Max, il giardiniere, cerca di consolarla. La conduce alla sua serra e le offre un sorso di liquore di bacche.

“Ieri”, le dice Max, “ho visto questa luce nei tuoi occhi. E ho sentito... ho avuto la sensazione di vedere finalmente la vera Olivia. Quella luce. Ecco come dovrebbero essere sempre le cose, per te. Questo è ciò che ti meriti”.

Olivia guarda Max con distacco.

“Tu non sai quel che mi merito”, dice. Poi si gira, si allontana.

***

John, il marito invalido di Olivia, la chiama nella stanza per mostrarle cosa c’è in TV. Si tratta di un’intervista ad Amanda Trent, una famosa scultrice che da bambina passò da una famiglia adottiva a un’altra. Le viene chiesto come si sentiva a non avere dei veri genitori.

“Quando non hai radici”, risponde Amanda, “sei sempre alla ricerca di un’identità. E quando ero bambina ho trovato la mia identità attraverso i miei sogni”.

“Ci puoi dire di quei sogni?” domanda l’intervistatore.

“Beh, ne ho avuti due molto importanti. Il primo era di essere adottata”.

“Che si è avverato quando avevi sette anni”.

“Sì, è proprio così. Sono molto fortunata. Ho dei genitori meravigliosi”.

“E il secondo sogno?”

“Ho sempre voluto essere un’artista e vivere a Firenze”.

Olivia si rivolge a John. “È mia figlia. L’artista Amanda Trent. Eravamo solo dei ragazzini, sai? Quando mio padre l’ha scoperto, è finito tutto. Mi ha chiuso nella mia stanza. Tutto quel che ho della mia bambina è il suo primo vagito. Poi mio padre l’ha portata via dalle mie braccia, e l’ha data in adozione”.

John le dice con rabbia, “Olivia, è ora di finirla con questo scherzo”.

“Non è uno scherzo,” risponde Olivia, “È la mia bambina”.

***

Più tardi, in un altro incontro con Max, Olivia dice: “Tu non hai idea di come mi sono sentita mentre tenevo mia figlia tra le braccia. Se solo non l’avessi lasciata quel giorno”. Fa una pausa. “Mio padre non ha preso mia figlia per allontanarla da me, Max. Sono stata io ad abbandonarla”.

“Olivia, eri solo una ragazzina”, dice Max.

“Avrei potuto tenerla più stretta a me. Non puoi immaginare che donna forte e bella è diventata”.

“Da chi pensi che abbia preso, eh? Da chi pensi che abbia preso?”

***

La prova oltre ogni ragionevole dubbio?

Maria è veramente la figlia di Sophia Loren?

A oggi tutte le prove dicono di sì, e allo stesso tempo non è emersa alcuna prova da parte dei giornalisti investigativi che smentisca questa dichiarazione. Tuttavia Sophia si rifiuta di commentare, oppure dice che non è sua intenzione confermare o smentire.

Maria ha detto: “Ho inviato un campione del mio DNA a un laboratorio di New York. Se Sophia facesse lo stesso, potrebbe risolvere la questione una volta per tutte”.






***


La prova oltre ogni ragionevole dubbio?

Maria è veramente la figlia di Sophia Loren?

A oggi tutte le prove dicono di sì, e allo stesso tempo non è emersa alcuna prova da parte dei giornalisti investigativi che smentisca questa dichiarazione. Tuttavia Sophia si rifiuta di commentare, oppure dice che non è sua intenzione confermare o smentire.

Maria ha detto: “Ho inviato un campione del mio DNA a un laboratorio di New York. Se Sophia facesse lo stesso, potrebbe risolvere la questione una volta per tutte”.


Materiale di ricerca in italiano

Libro: Pasquale Di Costanzo, Una vita per il San Carlo:

http://www.ebay.it/itm/NAPOLI-PASQUALE-DI-COSTANZO-UNA-VITA-PER-IL-TEATRO-SAN-CARLO-di-Bruno-Cagnoli-/150822680308

Articolo su Pasquale:

http://www.paternogenius.com/pagine/randazzo/pagine/articoli/randazzoarticoli74.htm

Articolo su Pasquale:

http://www.rubinoprofeta.it/con_di_costanzo_al_san_carlo.htm










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bravo!

Sono inciampata su questo articolo e devo dire che ho provato una gran pena. Ci sono tante e tante foto che testimoniano che nei mesi prima del gennaio 1964 la Loren non era evidentemente in stato di gravidanza. Mi dispiace sapere che per fare uno scoop si debba per forza mettere in cattiva luce una persona, tra l'altro una donna come Sophia Loren che , lungi dall'essere una grande attrice é stata un esempio di donna fedele, piena di amore per la sua famiglia e che sicuramente aveva una sincera amicizia nei confronti di Marcello Mastroianni. Mi chiedo ma è davvero necessario? Boh, resta solo un pò di amarezza..

Invece di guardare le foto, si potrebbe leggere il testo. Questa storia è andata oltre il mondo due volte e non un singolo giornalista investigativo né chiunque altro
ha scoperto alcuna prova per contraddire questa storia totalmente sincera.

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